[Podemos/3] "Non sarà dal parlamento europeo che cambieremo le cose"

Thu, 29/05/2014 - 13:07
di
Francisco Artacho (da andalucesdiario.es)

Teresa Rodriguez è nata a Rota (Cadiz) 32 anni fa. Lì ha cominciato a formarsi come militante nella lotta contro le basi militari che gli Stati Uniti hanno in Andalucia. Alla fine delle superiori si traferì a Siviglia per studiare Filologia Araba e all'università partecipando attivamente alle mobilitazioni contro la riforma dell'Università ad opera del PP, la LOU (1).

Ha preso parte anche alle iniziative per ottenere che gli immigrati che lavorano raccogliendo le fragole a Huelva, potessero ottere i documenti. Da dottoranda si è organizzata con il resto dei precari dell'università. Da quando ha iniziato a lavorare come professoressa di lettere nella scuola pubblica secondaria (2), si è iscritta al sindacato USTEA (3), del quale è delegata.

Vestita con la t-shirt della "marea verde" (4) o della Corrala Utopia (5), negli ultimi mesi si è totalmente impegnata in Podemos, piattaforma politica che domenica scorsa ha ottenuto un risultato a sorpresa nelle elezioni europee, eleggendo 5 eurodeputati. Teresa, numero due della lista elettorale, guidata da Pablo Iglesisas, è militante della Sinistra Anticapitalista. In precedenza è stata nelle fila di Izquierda Unida, dalla quale uscì delusa, ma a cui non chiude le porte per un futuro fronte comune.


Come spieghi l'irruzione tanto dirompente di Podemos, nel panorama politico spagnolo?

Forse ha a che fare con la necessità di proporre alternative che non siano esattamente i partiti tradizionali, spazi chiusi, difficilimente penetrabili dai cittadini, inscritti in una cornice identitaria in contraddizione permanente quando gestiscono le politiche di austerità e si scavano la fossa in governi "possibilisti e continuisti". Ma ha che vedere anche con il portare avanti una pratica coerente fin dall'inizio, con il non dipendere dai prestiti bancari per poter essere leali solo con le vittime dei poteri finanziari, che sono la maggioranza, con il progettare la "deprofessionalizzazione" della politica, il controllo quotidiano dei rappresentanti pubblici, la denuncia contro il sistema delle porte girevoli (6), la revocabilità degli eletti... La necessità che i rappresentanti pubblici assomiglino, nelle loro condizioni di vita, a quelle dei propri rappresentati. Credo cha abbiamo indovinato le tappe che hanno costruito questa candidatura, la raccolta di 50.000 firme in meno di 48 ore per iniziare il percorso, le primarie aperte con record di partecipazione, un programma partecipato, la costituzione di più di 300 circoli di responsabilizzazione popolare e cittadina. Sono stati 4 mesi di vita molto ben sfruttati ed è stata una campagna molto buona.


Per le elezioni amministrativo del 2015 sarà possibile una coalizione con Izquierda Unida?

Questo dovremo deciderlo nei circoli della partecipazione, che sono lo spazio decisionale del quale ci siamo dotati. Saranno i circoli a determinare, in qualunque caso, che tipo di alleanze e in che forma funzionare d'ora in avanti. Noi sosteniamo una democrazia radicale nella società, per tanto non sarebbe accettabile non praticarla tra di noi.
Fin dal principio abbiamo pensato che non volevamo negoziare le liste elettorali nelle segreterie. Ciò vuol dire che vogliamo aprire spazi di partecipazione tra eguali, con tutte le persone che si impegnano nell'iniziativa in ogni città. Questo sarà l'unico spazio di decisione su tutto: sulle candidature, sul programma... Noi vogliamo formare un fronte cittadino e popolare che diventi maggioranza politica per difendere chiaramente gli interessi della maggioranza sociale, non una somma aritmetica di sigle.
In ogni caso, io credo che dovremo essere coerenti sostenendo che quelli che saranno alleati dovranno essere chiari nell'affermare che non accettiamo nessun taglio giustificato da un debito ingiusto che deriva dal salvataggio delle banche e da una fiscalità ingiusta e che è necessario far cadere il bipartitismo senza appoggiare nessuna delle due gambe.

Quale sarà la prima iniziativa che Podemos porterà a Parlamento Europeo?

L'iniziativa che stavamo elaborando è una proposta contro la corruzione che si chiama direttiva Villarejo (7). Affermare che la corruzione è una forma di governo e che il miglior modo di rompere con la corruzione è vaccinarsi contro di lei. Il vaccino è il controllo collettivo. Tra le altre cose la proposta include misure come la limitazione degli stipendi di chi ha incarichi pubblici, la revoca degli incarichi, la limitazione dei mandati e altre misure per evitare il sistema delle porte girevoli. Questo noi lo facciamo subito direttamente e abbiamo deciso che non guadagneremo gli 8.000 euro che il Parlamento Europeo corrisponde ad ogni parlamentare. Ci pare che in qualche modo l'avere condizioni di vita qualitativamente differenti, distacchi il rappresentante pubblico dai suoi rappresentati. Nel mio caso, in particolare, continuerò a percepire esatamente ciò che guadagnavo come docente, 1.700 euro.
Abbiamo iniziato anche ad avere rapporti con altre forze europee che stanno considerando la necessità di non pagare il debito pubblico, di disobbedire al pagamento del debito illegittimo. D'altro canto, vogliamo anche affrontare il bisogno di costruire un'istituzionalità europea che sia a 180 gradi diversa da quella che c'è. Perché non è possibile esercitare alcun tipo di controllo cittadino sulle istituzioni europee che realmente decidono, ossia una Commissione Europea formata essenzialmente da tecnocrati eletti nei palazzi. Per di più ciò avviene nella Commissione, dove si assumono le decisioni che ci riguardano quotidianamente, che è completamente controllata dai poteri finanziari. Abbiamo anche proposte per democratizzare la Banca Centrale Europea, che è un organismo oscurantista diretto da tecnocrati sul quale non possiamo esercitare alcun tipo di controllo, eppure sta gestendo i fondi di tutti i Paesi.

Credi che dal Palramento Europeo, che non ha capacità decisionale, si possa cambiare qualcosa?

Effettivamente non sarà il Parlamento Europeo il luogo dove cambiaremo realmente le cose. Quello che però ci dà, in primo luogo, è l'opportunità di rendere visibile un determinato discorso ed una determinata pratica politica, che abbia corrispondenza nei prossimi appuntamenti elettorali a livello statale, provinciale, cittadino. Inoltre ci da la possibilità di avanzare proposte con altri Paesi, perchè il percorso della disobbedienza davanti alla Troika è duro e vogliamo allacciare relazioni con altre forze politiche che a livello europeo stiano pensando ad alternative simili, per costruire un fronte comune. Inoltre rappresenta anche un buono spazio di denuncia contro la casta politica che sfugge al controllo cittadino e che si sviluppa con totale impunità, specialmente nelle istituzioni europee.

Podemos ha utilizzato molto il termine "casta politica", ma ora avete tutti i vantaggi di cui può usufruire un parlamentare europeo. Avete paura di diventare parte di questa casta?

Già ci siamo dotai di antidoti per evitare di trasformarci in casta come, ad esempio, guadagnare uno stipendio normale. Abbiamo definito un massimo che equivale a tre volte il salario minimo. In qualche modo ciò eviterà di abituarci allo status istituzionale. Inoltre abbiamo stabilito la limitazione dei mandati, dal momento che capiamo che più di due mandati professionalizzano la rappresentanza pubblica. Abbiamo anche la possibilità di revocare in qualsiasi momento qualunque rappresentante pubblico di Podemos in qualsiasi istituzione si trovi. Sono gli impegni che hanno firmato tutti i candidati prima di presentarsi alle elezioni e ai quali si sono obbligati.

Cosa farete del resto dei soldi che vi verranno corrisposti come stipendio?

Lo dovremmo decidere tra tutti, perché questi soldi non sono nostri. A me vengono in mente svariate cose, tra le quali l'appoggio alle lotte sociali che da sette anni stanno dando risposta ai problemi dei cittadini, più che qualsiasi altra istituzione: la lotta contro i licenziamenti, gli sfratti, contro i tagli alla sanità, all'istruzione, ai servizi sociali... Questa potrebbe essere una buona forma di reinvestire ciò che l'europarlamento assegna ad ogni rappresentante.

Ti ci vedi prendendo un volo in prima classe?

No, perché non possiamo prendere voli in businnes, che è un altro degli impegni che ci siamo assunti per iscritto. E' una cosa simbolica, non faccio un feticcio del non utilizzo della prima classe sugli aerei. Però è vero, in certa misura, che rappresenta un antidoto contro il pericolo di trasformarsi in qualcosa di autonomo rispetto alla comunità che si pretende di rappresentare. Una deve vivere come i suoi rappresentati, deve guadagnare più o meno come i suoi rappresentati, deve viaggiare come loro. Nessun rappresentante pubblico di Podemos dovrebbe cambiare quartiere, nè mezzo di trasporto, né le sue condizioni di vita, perché, in un certo modo, l'esistenza determina la coscienza.

A cosa si deve il risultato elettorale di Podemos? Alcune analisi ne attribuiscono il merito alla continua presenza di Pablo Iglesias in televisione...

Si deve, effettivamente, all'aver reso visibile nei mezzi di comunicazione di massa un determinato discorso di approccio chiaro rispetto all'esistente, alla politica della Troika e alle misure aggressive che sono state applicate da quando è iniziata la crisi, effettivamente ha a che vedere con questo.
Ma ha anche a che vedere con il fatto che c'è stato un momento "podemos". Un momento nel quale le condizioni di vita della gente si sono iper degradate, nel quale la violenza dei dati in termini sociali è ogni volta più dura, coniugata con una mancanza di aspettative e una mancanza legittima di fiducia nei professionisti della politica. Il momento "podemos" era esattamente questo e la risposta a questo momento era definire misure programmatiche di urgenza per fermare quanto sta succedendo: no al pagamento del debito illegittimo, fine dei paradisi fiscali, lotta alla frode e all'evasione, riforma fiscale progressiva, coinvolgimento delle imprese strategiche,... Tutto ciò coniugato con una pratica che ci vaccini contro la corruzione e l'autonomizzazione dei rappresentanti pubblici, che rafforzi i meccanismi di controllo collettivo e la partecipazione nei processi decisionali delle organizzazioni che pretendono di rappresentare i cittadini.

Traduzione di Marco Pettenella

(1) Ley Orgánica de Universidades (una sorta di Testo Unico) N.d.t.

(2) coorispondente più o meno alle scuole medie italiane (12-15 anni) N.d.t.

(3) Unión de Sindicatos de Trabajadoras y Trabajadores en Andalucía N.d.t.

(4) il movimento nato con il 15M che autorganizza lavoratrici e lavoratori del settore della scuola N.d.t.

(5) occupazione a scopo abitativo a Siviglia N.d.t.

(6) allude alla pratica di lasciare un incarico per accedere ad altro N.d.t.

(7) l'ex pm anticorruzione Carlos Jiménez Villarejo è uno dei 5 deputati eletti N.d.t.