Un Primo maggio anti Renzi a Napoli

Fri, 29/04/2016 - 19:40

Cresce la mobilitazione in vista della visita di Renzi a Bagnoli, dove il premier tenterà improbabili passerelle per sostenere i candidati del PD alle amministrative. La sensazione è che anche questa volta Renzi si troverà contro una città in rivolta, stanca delle promesse e del malaffare di cui il PD campano è fra i principali animatori.
---> Aggiornamenti in diretta dal corteo

‪#‎Bagnolilibera‬
‪#‎decidelacitta‬
‪#‎chihainquinatodevepagare‬
‪#‎nocommissari‬

Il corteo sosta a Cavalleggeri.

Riappropriazione in corso.

Il corteo occupa l'area ex Ilva.

Bagnoli futura dentro e fuori.

Qui una ricostruzione della storia dell'area industriale di Bagnoli e della irrealizzabile bonifica
Di seguito pubblichiamo il comunicato della rete di realtà napoletane che ha convocato la manifestazione e quello di Terranostra di Casoria.

PRIMO MAGGIO: TUTTI A BAGNOLI!
h 10:30 stazione metro "Campi Flegrei" - Piazzale Tecchio

Sono passati ormai due anni da quando il governo è passato nelle mani di Matteo Renzi. Due anni in cui c'è stata un'apparente trasversalità di consenso, partendo dall'ex centro sinistra alla destra di Alfano, ponendosi come unico rappresentate dei poteri economici nazionali, ergendosi ad uomo guida del rinnovamento a capo del Partito della Nazione.
Dopo la prima fase di riforme tanto sbandierate, in particolar modo quella del lavoro, Jobs Act, quella con il quale si prometteva di sbloccare le grandi opere, Sblocca Italia, e quella che riformava definitivamente la scuola pubblica, Buona Scuola, si è provato a far credere che si andava verso un definitivo cambio di rotta, che prometteva oltre l'uscita della crisi e un profondo rinnovamento per il paese.
Dalle parole del Presidente del Consiglio si provava a far credere che si potesse aprire una fase di pacificazione sociale, che oltre a mettere d'accordo tutti risolvesse, capitalisticamente parlando, i problemi strutturali che si trascinano da più di venti anni.
Grazie al favore di stampa e media completamente allineati sembrava delinearsi uno scenario completamente favorevole per questo governo. Mentre c'era chi continuava a denunciare i poteri che si nascondevano dietro quest'operazione del governo, oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo la conferma che gli interessi di cui si è fatto carico Renzi, non sono di certo quelli delle classi subalterne che hanno pagato la crisi in questi anni.
Questa conferma ci è data oltre che dagli scandali recenti, Eni e Banca Etruria, che vedono coinvolti la ministra Boschi, e gli ultimi dati Istat che confermano che l'occupazione, con il Jobs Act, non è affatto aumentata, anzi si è resa indeterminata la precarietà lavorativa, il governo sembra attraversare la prima fase di crisi.
In questo scenario, dove sarebbe un errore dichiarare la mancanza di lotte e conflittualità sociale all'interno del paese, come dimostrano le esperienze di lotta per la casa, della logistica, di alcuni settori operai, le resistenze territoriali alla devastazione ambientale come la grande vittoria del movimento No Ombrina, sono mancati momenti di forte opposizione generale e diretta al governo Renzi.
La manifestazione del 6 Aprile a Napoli pensiamo abbia invertito questa tendenza, riuscendo a costruire un momento di opposizione complessiva al governo Renzi e alle politiche dell'austerità imposte dall'Unione Europea, in cui la resistenza degli abitanti di Bagnoli si è unita a quelli degli occupanti di casa e a tutti gli altri settori sociali che in questi ultimi anni si sono mobilitati.
Studenti, disoccupati e precari sono scesi in piazza in maniera unitaria per opporsi alla venuta a Napoli di Matteo Renzi, che ha scelto sotto campagna elettorale di puntare tutto su Bagnoli, partecipando alla Cabina di Regia che si è tenuta in prefettura.
Una scelta dettata anche dalla necessità di salvare il salvabile visto lo stato comatoso del PD a Napoli, aggravato dalle ridicole primarie anch'esse caratterizzate da scandali e brogli, oltre che da soggetti impresentabili come la Valente e Bassolino.
Ponendo in questo modo Bagnoli come cavallo di battaglia, provando a far a passare un modello di sviluppo, che parte dagli interessi di grandi gruppi imprenditoriali (Invitalia, pubblico.privato) e non dai bisogni che partono dal territorio.
Purtroppo per loro Napoli è una città ribelle: in questi anni si è dimostrata l'avamposto per l'opposizione sociale alle politiche antipopolari del governo Renzi.
Proprio per questo il premier sceglie di fare un grosso investimento mediatico sulla città, provando a rimediare alle fughe degli ultimi due anni, fatte di visite clandestine e appuntamenti mancati all'ultimo minuto.
Proprio per questo assume, per tutti quelli che hanno alzato la testa all'interno del Paese, una centralità politica.
Siamo davanti a un crocevia: o si impone il modello del partito della nazione, o quello delle città ribelli.
Da un lato il modello che impone la devastazione dei territori e il lavoro volontario come per Expo, le grandi opere inutili e dannose come la Tav, che espropria democrazia e decisionalità a chi vive il territorio favorendo gli interessi delle grandi lobby e delle multinazionali.
Dall'altro un modello completamente alternativo e incompatibile con le politiche di questo governo, fatto di decisionalità dal basso, di assemblee popolari, di spazi liberati, di territori sottratti alla devastazione ambientale e alla speculazione, in cui la resistenza alla crisi passa attraverso forme di mutualismo e di solidarietà.
Questa città e le sue periferie rappresentano una delle tante fotografie di quanto questo sistema produca solo precarietà sociale, disoccupazione, licenziamenti politici, esclusione e marginalità.
Sulla base della resistenza e delle mobilitazioni che sono partite da questo quartiere, Bagnoli può rappresentare una delle chiavi di volta nel processo che si sta delineando a Napoli ed acquisce importanza e respiro nazionale.
Per questo motivo stiamo costruendo un 1° Maggio di lotta a Bagnoli e facciamo appello a tutte le forze politiche, organizzazioni sindacali, comitati e comunità in lotta a promuovere, aderire e partecipare.
In questo periodo di campagna elettorale la nostra città è sotto i riflettori. Sappiamo benissimo che per il nostro quartiere le alternative e le possibili soluzioni non verrano fuori dal circuito elettorale.
L’alternativa la stiamo provando a costruire giorno dopo giorno dal basso attraverso l’auto-organizzazione di chi sta pagando il peso della crisi e della devastazione ambientale. Bagnoli è sintesi delle contraddizioni di questo sistema e per questo pensiamo debba essere posta al centro del dibattito cittadino e nazionale.
Liberare #Bagnoli vuol dire imporre un modello di sviluppo alternativo alle speculazioni e ai profitti di pochi e che guardi agli interessi e bisogni collettivi. Per imporlo dal basso non abbiamo molte scelte se non quello del conflitto e della mobilitazione sociale. Per questo ci teniamo a rilanciare come ormai da anni un primo maggio che liberi la città di #Napoli e Bagnoli dai poteri forti che ne hanno bloccato lo sviluppo di quest'area e la bonifica.
La nostra riappropriazione passa per una resistenza quotidiana contro guerre, sfruttamento, precarietà, devastazioni ambientali e le politiche di austerity e di massacro sociale imposte dal governo #Renzi.

Contro le politiche dell'Unione Europea e del Governo Renzi
Contro il commissariamento imposto a Bagnoli
Per un nuovo modello di sviluppo economico e sociale!

ADESIONI IN AGGIORNAMENTO:
Bagnoli Libera; Laboratorio Politico Iskra; Bancarotta 2.0 / Lido Pola liberato; Assise cittadina per Bagnoli; Laboratorio politico Zero81 - Napoli; Rete Scacco Matto; Scugnizzo Liberato; Mensa Occupata; Movimento di lotta per il lavoro - Disoccupati "7 Novembre"; Coordinamento studenti flegrei; Si-Cobas Napoli e Caserta; Campagna per il Diritto all'abitare "Magnammece 'o Pesone"; Collettivi Centro Storico; Ex Opg Occupato - Je So' Pazzo; Insurgencia; Rete per il diritto alla Salute ; Medicina Democratica - Napoli; Redazione Identità Insorgenti; Collettivo Insorgenza Musica, L'Asilo; Giardino Liberato Materdei ; Comitato Soccavo Co.S.; Sinistra Anticapitalista Napoli; Movimento dei Migranti e Rifugiati di; Caserta - Ex Canapificio; Collettivo 48ohm - Pomigliano D'arco; Presidio di; Salute Solidale - Napoli; Terranostra occupata - Casoria; Collettivo Komar - Capua; Rete Nazionale "Noi Saremo Tutto"; Cobas - Napoli; Precari della Scuola - Napoli; Aula Flex - Napoli; Aula LP - Napoli; Unione Sindacale di Base - Campania; Ross@; Rete dei Comunisti; Partito dei Carc; SCIRA; Studenti Casertani In RivoltA; CDL Cassintegrati e licenziati Fiat - Si cobas Pomigliano; Comitato Lavoratori del Porto di Napoli; Associazione Nazionale; Docenti per i Diritti dei Lavoratori Ecomuseo del Mare e della Pesca dei Campi Flegrei Onlus; Canto Libre; Arcigay Napoli; L.O. Ska - Napoli; Ex Caserma - Bari; Comitato Vele - Scampia; Identità Insorgenti; Officina 99; Casa del Popolo - Fuorigrotta; Rifondazione Comunista Napoli; Centro Sociale Rialzo - Cosenza; Comitato di lotta della salute mentale

L'ADESIONE DI TERRANOSTRA OCCUPATA

IL PRIMO MAGGIO, TUTT* A BAGNOLI!

Dietro la fasulla narrazione dei media e l'autocelebrazione di questo goverrno, il disastro sociale, economico ed ambientale col quale siamo costretti tutti i giorni a confrontarci.
Le menzogne usate per far passare leggi come lo Sblocca Italia, il Jobs Act o la Buona Scuola si sgretolano davanti ai dati istat sul lavoro, lo stato pietoso in cui versa la scuola italaina e la devastazione dei nostri territori. Per questo motivo, questo governo ha bisogno di un controllo militare ed una gestione violenta del dissenso: per mettere a tacere chi a voce alta chiede sovranità popolare nelle scelte che riguardano le nostre vite.
Nonostante ciò a #Bagnoli si combatte una battaglia contro chi, dopo anni di abbandono, antidemocraticamente impone un commissariamento e una cabina di regia per provare a far passere sostanzialmente un modello, nel quale, ovviamente, non si tiene conto della volontà di chi abita quel territoio e non si parla di far pagare a chi per decenni ha inquinato l'area.Un modello che è servo dei grandi interessi, delle grandi speculazioni e che mette sempre all'ultimo posto la volontà della popolazione.
Per questo il primo maggio scenderemo in piazza a #Bagnoli, per contrapporre il nostro modello a guerre, sfruttamento, precarietà, devastazioni ambientali e alle politiche di austerity e di massacro sociale imposte dal governo #Renzi. Un modello che da mesi proponiamo anche sul nostro territorio con la liberazione di #terranostra e il lancio di un'assise cittadina: un modello che tiene al centro la necessità di tutte e tutti di decidere, della propria città e della propria vita.
#Bagnoli e tutta la città di #Napoli, periferie comprese, saranno il fronte di vera opposizione a tutti i governi liberticidi e autoritari come accade in tante città europee dove la popolazione, stanca di decenni di fandonie, sta dando vita alla costruzione di un nuovo scenario comune.

Contro le politiche dell'Unione Europea e del Governo Renzi
Contro il commissariamento imposto a Bagnoli
Per un nuovo modello di sviluppo economico e sociale!

TERRANOSTRA OCCUPATA CASORIA