Il 21 Maggio c’eravamo tutt@. Antifascismo, antirazzismo ed antisessimo non si processano.

Fri, 31/03/2017 - 12:44
di
Communia Roma

La mattina del 30 Marzo 2016 il tribunale di Roma ha emesso una serie di provvedimenti atti a limitare le libertà personali per 13 militanti, attivisti e antifascisti delle realtà sociali di Roma, per eventi legati alla manifestazione contro Casapound del 21 Maggio 2016. In quella giornata, costruita da tutta la Roma democratica ed antifascista, con una composizione ampia ed eterogenea, le autorità permisero a Casapound di “occupare” letteralmente Colle Oppio, lasciando che potessero tranquillamente svolgere il loro evento; un concerto in cui hanno suonato diversi gruppi musicali le cui canzoni riportavano contenuti esplicitamente razzisti e fascisti, ed i cui componenti appartenevano a noti gruppi neonazisti di diversi Paesi d’Europa.

Crediamo fermamente che le misure repressive messe in campo facciano parte di una precisa strategia attuata da ormai più di un anno da parte delle forze di polizia e del Ministero dell’Interno. Sta infatti diventando una prassi ormai consolidata quella di isolare, reprimere e provare a cancellare dalla scena pubblica chi esprime contenuti antirazzisti ed antifascisti mentre esplicite manifestazioni razziste vengono tollerate e ,spesso, protette. Un piccolo esempio è, banalmente, la “normalità” con cui le istituzioni e la stampa accettino manifestazioni di rifiuto ed aggressione nei confronti di migranti e rifugiati costretti a vivere nel (pessimo) sistema d’accoglienza italiano.

Esprimiamo solidarietà, vicinanza e complicità ai compagni ed alle compagne colpiti da questi provvedimenti. Il 21 Maggio c’eravamo tutt@. Antifascismo, antirazzismo ed antisessimo non si processano.

Tutt@ Liber@

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