Carrara resiste. Fino alle dimissioni della giunta

Thu, 27/11/2014 - 17:25
di
Michele Ravenna

Il clima all'interno dell'assemblea è molto caldo: ci avviciniamo alla data del consiglio comunale straordinario con ordine del giorno: la distribuzione dei fondi regionali per aiutare le famiglie alluvionate. Sarebbe il primo consiglio comunale dopo l'occupazione della sala di rappresentanza, dedicata alla resistenza dall'invasore nazifascista.

Dopo un timido tentativo di dialogo, avvenuto nei giorni scorsi da parte del sindaco nei confronti dell'assemblea, il suddetto chiede agli occupanti di lasciare la sala per poter affrontare il consiglio comunale in modo sereno e senza problemi di ordine pubblico. Noi abbiamo deciso, uniti, di resistere e di voler continuare la nostra lotta verso una partecipazione più attiva della cittadinanza nella scena politica e amministrativa della città. Abbiamo dichiarato, anche alla stampa, che non solo non ce ne andremo, ma che garantiremo lo svolgimento del consiglio comunale senza problemi, perchè è nostra intenzione,ed è sempre stata questa, di voler arrivare alle dimissioni della giunta comunale tramite un processo di partecipazione da parte di quei cittadini che vogliono cambiare lo stato di cose attuale.

Questa presa di coscienza da parte nostra arriva da oltre vent'anni di demolizione della nostra città da parte di politiche capitalistiche, basti pensare che gli agri marmiferi da cui viene estratto il marmo bianco di Carrara sono concessioni date dall'amministrazione comunale a privati, ma di proprietà di tutta la cittadinanza carrarese,che, oltre a non riceverne benefici, ne subisce i danni per l'incuria ambientale causata dal lavoro di escavazione dei blocchi dalla montagna. L'alveo del torrente Carrione che attraversa tutto il territorio, è praticamente pieno di detriti rilasciati a causa dell'estrazione del marmo e quando le forti piogge, ormai non più casuali, si abbattono sulla città di Carrara, da undici anni causano alluvioni.

Siamo stanchi e ci sentiamo presi in giro dalle istituzioni che fanno progetti di messa in sicurezza del torrente e che non vengono firmati da alcun addetto ai lavori. Siamo stati in silenzio e per vent'anni e questa amministrazione ha portato avanti la discussione con altri mezzi, tessendo una ragnatela di favoritismi e clientelismi che hanno portato al totale controllo da parte di una parte politica che si definisce sinistra ma che nei fatti possiamo chiamare Mafia.

Abbiamo deciso di alzare la voce e di chiedere le dimissioni di tutta la giunta comunale rea di non aver messo in sicurezza tutti i suoi cittadini, perciò resisteremo fino a quando non si dimetteranno e che il giorno 28N presidieremo la sala di rappresentanza e parteciperemo al consiglio comunale numerosi, perchè ci siamo ripresi la nostra città come fecero quelle donne partigiane che il 7 Luglio del 1944 da piazza delle erbe, organizzarono la rivolta contro l'invasore nazifascista.