Anche Sel e Prc contro i cittadini in lotta a Carrara

Thu, 18/12/2014 - 16:19
di
Michele Ravenna

Uno degli occupanti del comune di Carrara scrive ai consiglieri di Rifondazione comunista e Sel anche loro tra i firmatari del durissimo comunicato di condanna delle forze politiche di maggioranza verso le mobilitazioni dei cittadini delle ultime settimane.

Care Compagne e cari Compagni, è molto triste sapere che il partito che ha fatto della lotta di classe, della libertà di pensiero, della lotta alla repressione, della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, la propria bandiera oggi inneggi contro il popolo portatore di rabbia nei confronti di una amministrazione che ha ribadito la sua incapacità a gestire le politiche socio culturali, le politiche del lavoro, le politiche ambientali e di ordine pubblico mai messo in discussione nemmeno dalle forze dell'ordine. E' impensabile sottoscrivere un documento come quello che la maggioranza della giunta comunale di Carrara ha espresso pubblicamente il 16 dicembre.
Non siamo squadristi, non siamo fascisti, siamo persone che stanno vedendo il proprio futuro crollare; si, crollare come il Politeama, la casa sulla Carriona, il tetto della piscina comunale, siamo persone che vedono smantellare i luoghi della cultura e della storia carrarese come il Politeama, il Teatro Animosi, i Cinema, il Parco della Padula, la biblioteca Comunale , il palazzo Pisani, una volta sede storica del Partito Comunista Italiano.
Noi Non siamo quello che voi pensate, ed è normale che voi non sappiate chi siamo noi, si perchè da anni avete creato una distanza tale da non poter più dialogare con il popolo, quindi penso che il vostro progetto di un comunismo di lotta e di governo sia arrivato al fallimento più totale e che vi abbia reso sordi e ciechi.
Un poeta diceva : "Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni. "