Bisogna salire molto in alto per vedere molto lontano

Tue, 24/01/2017 - 17:50
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Ex Lavorat* Canile Muratella

Ieri 23 gennaio, i due ex lavoratori saliti sulle impalcature del foro di Giano, sono scesi. Dopo 4 giorni e 3 notti di permanenza sulla struttura, sono tornati con noi.
Prima di tutto va a loro un enorme e immenso ringraziamento. Grazie per aver resistito, grazie per aver sopportato il freddo e grazie per tutto quello che avete dimostrato.
Abbiamo chiesto in questi giorni un incontro con il sindaco Raggi o un rappresentante del gabinetto del sindaco. Alla fine ci hanno concesso un incontro con l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari.
Attraverso un corteo che ha visto la presenza di cittadini, volontari, realtà del territorio ci siamo spostati da via del Velabro verso il Campidoglio, una volta arrivati una delegazione di 4 ex lavoratori, compresi i 2 di noi che erano saliti sulle impalcature, è andato all'incontro.
Abbiamo riferito all'assessore le cose che avremmo voluto dire al Sindaco. Abbiamo raccontato una serie di fatti (oggettivi) che sono successi in questi giorni presso il canile comunale della Muratella. Abbiamo parlato di situazioni non trasparenti dal punto di vista lavorativo, abbiamo raccontato della fuga dei lavoratori del Rifugio Agro Aversano Srl durante la visita dell'ispettorato del lavoro, abbiamo raccontato il fatto che nonostante accordi presi nelle settimane precedenti, il nuovo gestore NON stia convocando tutte e tutti gli ex lavoratori in base alla lista dei nominativi che abbiamo consegnato, ma in base a criteri poco chiari: persone che non mettevano piede in canile da mesi, amici degli amici, parenti e roba simile, abbiamo raccontato che il benessere animale non è una gabbia pulita, abbiamo raccontato che la salvaguardia occupazionale la stiamo facendo noi, non il gestore e non l'amministrazione, cercando di segnalare quelle persone tra di noi, in condizioni più difficili rispetto agli altri. Sembra assurdo ma purtroppo è cosi. Ci sono ragazze madri, persone di oltre 50 anni, chi non ha casa. Persone che hanno sempre lavorato per i cani, persone che oltre a somministrare il cibo e pulire le gabbie, hanno saputo costruire un percorso di recupero, fiducia con quell'animale, cane e/o gatto. Abbiamo raccontato molti aspetti.
Ad ogni nostra osservazione l'assessore rispondeva: “a noi risulta un'altra cosa”. E a questo punto vorremo sapere cosa risulta a questa amministrazione. Bene, nel dettaglio, con precisione, cosi come noi abbiamo raccontato in modo lineare i fatti.
Come da rito veniamo accusati di strumentalizzare e addirittura di tenere appositamente i cellulari spenti per non ricevere messaggi di convocazione per incontri. Punto massimo della riunione è quando in modo più o meno velato, ci lasciano intendere che tutto questo che abbiamo creato, compresi i 9 mesi di autogestione, non sono altro che un pretesto per attaccare politicamente la giunta del Movimento 5 Stelle. Intanto vorremmo comunicare che ci sono cose più importanti nella vita che attaccare una giunta per farla cadere (perlomeno noi abbiamo cose più importanti), dopodiché l'immobilismo che ha pervaso questi primi 7 mesi di governo M5S è un'arma molto più potente di un gruppo di ex lavoratori licenziati per far crollare una giunta. Si chiama implosione.
Abbiamo capito dopo ieri che c'è un fastidio personale nei nostri confronti probabilmente perché veniamo visti come figli di qualcuno o mandati da qualcuno. Per l'ennesima volta ribadiamo che non siamo persone che si prestano a questo gioco. Non siamo servi di nessuno (noi) e non abbiamo mai venduto la nostra dignità.
Tutto l'incontro si è svolto con una diffidenza generale nei nostri confronti. Questo è forse quello che più ci dispiace, da un lato, ma dall'altro ci fa capire molte cose.
L'incontro si chiude con la convocazione di un altro tavolo oggi per le 16.
A chi è convinto che la realtà sia quella che si vede a livello terra, o quella mostrata in una foto (senza raccontare la parte dell'immagine che non si vede), rispondiamo che bisogna salire molto in alto, per vedere molto lontano.
Ieri sera abbiamo messo un punto. Abbiamo chiuso una fase. Ma non abbiamo finito. La nostra lotta non si esaurisce qui.
Eravamo nel giusto e siamo nel giusto.
La parola fine la scriviamo noi.