Petizione popolare per la riappropriazione di un bene comune

Wed, 27/04/2016 - 18:59
di
Bread & Roses - Bari

Nella città di Bari, in Via Amendola 189/a, il 24 marzo 2016, un meraviglioso giardino pubblico è stato strappato all’incuria pluridecennale, al grigiore dell’abbandono e alla sporcizia da noi studenti e studentesse, precari e precarie, soggetti lgbtq, lavoratori e lavoratrici, uomini e donne, bambini e bambine, con l’intento di restituirlo alla comunità: è nato Bread&Roses.
Dall’apertura di quel cancello arrugginito ad oggi, il giardino di Bread&Roses ha ricominciato a respirare e ad accogliere sorrisi, fantasie, energie, potenzialità e speranze.
La riappropriazione di questo spazio, uno tra i più di cento dimenticati e abbandonati, è un atto di passione sociale e politica con cui, noi abitanti di questa grande e frettolosa città rivendichiamo il diritto di vivere la bellezza di uno spazio comune aperto e accogliente.
Alla base di questo nostro atto di giustizia sociale c'è il desiderio di restituire dignità e valore alle vite di tutte le persone che nel territorio ci vivono, per una idea di comunità attiva, solidale e positiva.
All’interno del giardino di Bread&Roses c’è una piccola casupola, il nostro intento è farla rivivere attraverso un percorso di autorecupero che coinvolga tutte e tutti noi. Vogliamo renderla agibile perché accolga tutte quelle buone pratiche che possano rendere gli abitanti di Bari protagonisti collettivi nel proprio ambiente urbano.
Un’aula studio, una sartoria sociale, un punto distributivo per autoproduzioni etiche e sostenibili, spazio culturale (mostre fotografiche, book crossing, esibizioni musicali, ecc.), area per cineforum e dibattiti, un orto sociale urbano, uno spazio aperto di incontro e relazione sono solo alcune delle possibili idee che intendiamo realizzare forti delle nostre capacità, consapevoli dei propri limiti.

Perché vogliamo il Pane e anche le Rose.

Affinché Bread&Roses diventi quello spazio sempre più accogliente e includente, sostenibile e generoso, culturalmente aperto e creativo, attento ai bisogni delle persone più deboli, che tutte e tutti desideriamo, ti chiediamo di partecipare a questa avvincente esperienza, di vivere questo spazio di solidarietà diffusa, arricchendolo con le tue energie e collaborazione e, sottoscrivendo questo documento, di condividere questo percorso per renderlo sempre più accessibile a coloro che intendono la propria città una comunità viva ed ospitale.

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PRIMA - Il giardino di Villa Capriati, 24 marzo 2016


DOPO - Il giardino di Villa Capriati, 13 aprile 2016