Non Una di Meno verso la mobilitazione per i 40 anni della legge 194

Thu, 03/05/2018 - 09:44
di
Non Una Di Meno - Roma*

A 40 anni dalla legge 194 del 1978 sull'aborto, chi decide sulle nostre vite e sui nostri corpi?

Il 22 e il 26 maggio torniamo nelle piazze perché è ancora tempo di lottare per una sessualità libera, per una contraccezione gratuita, per il pieno accesso all’aborto e per l’autodeterminazione.

In Italia il 70 per cento dei medici sono obiettori di coscienza e i governi regionali non esercitano il potere di contrastare un fenomeno che nel Lazio è arrivato all’80 per cento e in alcune regioni tocca il 90 per cento. I consultori laici e pubblici vengono depotenziati e chiusi mentre le organizzazioni cattoliche controllano sempre più strutture e fondi della sanità pubblica. L'Aifa (Agenzia Italiano per il Farmaco) impone protocolli che, contro ogni evidenza scientifica, limitano la somministrazione della pillola abortiva RU486. Lo stesso ente ha stabilito la non rimborsabilità di pillole e spirali, i cui costi sono i più alti d’Europa.

La nostra libertà, la nostra salute sessuale e riproduttiva, continuano a essere un terreno di scontro. A farne le spese sono le donne più povere e precarie, quelle più giovani e quelle senza documenti di soggiorno, quelle che vivono la sessualità fuori dalle norme eterosessuali.

Ma non lasceremo che a decidere per noi siano medici obiettori, governi moralisti, l’industria dei farmaci, gli integralisti cattolici e i nuovi fascisti.

Di fronte ai tagli alla sanità pubblica, e alle campagne di fascisti e antiabortisti contro l’autodeterminazione delle donne, Non Una di Meno - Roma lancia un intero mese di mobilitazioni.
Per i 40 anni della 194, torniamo nelle piazze con assemblee, incontri, azioni creative, proteste e cortei per affermare che sulle nostre vite, sulla nostra salute sessuale e riproduttiva decidiamo noi! Decidiamo se avere o non avere figli perché la maternità non è un obbligo ma il frutto di scelte libere e consapevoli. Decidiamo di averli con chi vogliamo, anche fuori dalla famiglia eterosessuale.

Siamo forti della solidarietà tra diverse generazioni di donne, quelle che hanno lottato per conquistare spazi di libertà, e quelle che le libertà vogliono arricchirle di nuovi desideri perché a goderne siano tutte.

Siamo forti di una rete femminista che dal 2016 a oggi ha costruito assemblee in oltre 40 città italiane, iniziative, dibattiti pubblici e gli scioperi globali dell'8 marzo.
Siamo forti della solidarietà dei nuovi movimenti femministi che in tutto il mondo, dall’Argentina all’Irlanda, dalla Polonia agli Stati Uniti, combattono per l'accesso all'interruzione di gravidanza in sicurezza e libertà.

Il 22 e il 26 maggio chiamiamo tutte a portare nelle strade la rabbia, la gioia e l’autodeterminazione.
Per gridare con forza che vogliamo gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie. Vogliamo accesso gratuito alla contraccezione, alla RU486, all’aborto e alla gravidanza indipendentemente dalla cittadinanza e dai documenti.

Sulle nostre vite e sui nostri corpi decidiamo noi!

*Fonte articolo: https://www.facebook.com/nonunadimeno/posts/2154217658131781