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Updated: 9 hours 40 min ago

DOCUMENTI PRODOTTI 3° INCONTRO EUROMEDITERRANEO

Thu, 18/04/2019 - 02:09

 

 

Zapatistas no estan solos no estan solas

Un’economia altra, delle lavoratrici e dei lavoratori, è possibile

Wed, 17/04/2019 - 23:35

3° Incontro Euromediterraneo dell’Economia dei Lavoratori e delle Lavoratrici

Di Elisa Gigliarelli, del Comitato organizzatore dell’incontro

Si è concluso domenica l’Incontro Europeo “l’Economia dei Lavoratori e delle Lavoratrici” che si è tenuto nella fabbrica recuperata RiMaflow, a Trezzano sul Naviglio. La dinamica nasce nel 2007 in Argentina riunendo molte delle imprese recuperate e rimesse in produzione da parte degli stessi  lavoratori, come risposta alle chiusure di massa generate dalla crisi del 2001. Da allora il meccanismo è cresciuto riunendo ogni due anni imprese recuperate, collettivi di lavoro, esponenti di movimenti sociali  e popolari, ricercatori e sindacati. Dal 2014 si è allargato coinvolgendo realtà da numerosi paesi, dando così inizio agli incontri regionali (Sudamericano, dell’America Centrale e Settentrionale ed Euromediterraneo), anche essi convocati ogni due anni.

Lo spazio promuove dibattito ed organizzazione attorno a tutti gli aspetti relazionati alla partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici nell’organizzazione economica, attraverso l’autogestione, come forma specifica di contrasto ed alternativa alla distruttività del capitalismo contemporaneo che condanna una crescente maggioranza dei lavoratori del mondo allo sfruttamento, alla precarietà, alla disoccupazione, mentre scatena guerre, discriminazione e devastazione ambientale. La fase particolarmente aggressiva che affrontiamo, caratterizzata dall’avanzata delle destre mondiali, dipinge uno scenario drammatico.Tuttavia, le esperienze di resistenza in questo ambito sono molte e l’obiettivo di questo spazio è quello di fare da cassa di risonanza e collegamento tra di esse.

L’incontro euromediterraneo, giunto alla sua terza edizione, muove dall’emergere delle prime esperienze che nell’area europea sono sorte in risposta alla crisi del 2008.  Oltre alla RiMaflow ed alla Vio.me di Salonicco (la fabbrica recuperata greca che ha ospitato la seconda edizione nel 2016) ha riunito esperienze da Francia, Spagna, Ungheria, Croazia, Slovenia, Grecia, Belgio, Germania, Federazione Russa e Kurdistan. Delegazioni sono inoltre venute dall’Argentina e dal Brasile. Novità dell’incontro è stata la partecipazione delle realtà dell’ambito rurale con una forte apertura del dibattito ai temi dell’agroecologia ed alle connessioni tra realtà rurali ed urbane.

Questo ha comportato un ampiamento del confronto tra realtà anche sui temi dell’agroecologia e autodeterminazione alimentare, che ha visto la partecipazione di numerosi collettivi e reti di lavoratori rurali, tra cui l’esperienza di Mondeggi ed il Soc-Sat, Sindicato obreros del campo – Sindicato andaluz de trabajadores/ras, aderente alla Via Campesina. Proprio in Andalusia la CGT, Confederacion general del trabajo, da sempre presente nella rete, è stata invitata ad organizzare  il prossimo incontro regionale in collaborazione con il Soc-Sat. Un avanzamento rilevante si è dato inoltre nell’ambito reti di distribuzione, che ha visto un vivace scambio tra organizzazioni di consumatori e produttori, che si sono posti l’ambizioso obiettivo di creare col tempo una rete di distribuzione a sfruttamento zero, attivando processi di filiera e cercando collegamenti con settori organizzati nel campo della logistica.

Altra novità dell’incontro è stata una forte impronta della prospettiva di genere e l’emergere di spazi di discussione sulla centralità dell’autogestione della riproduzione oltre che della produzione. La discussione si è incentrata in particolare sulle pratiche di condivisione delle cure interne alle esperienze, nel confronto tra altre esperienze come mense, cliniche ed asili solidali. È poi stata messa a tema la necessità di rafforzare e mettere in rete sartorie, cucine e produzioni autogestite, specificamente volte a rafforzare l’autonomia economica come elemento necessario a favorire l’uscita dalle situazioni di violenza di genere.

Altro asse della discussione si è dato nell’ambito delle esperienze di welfare dal basso ed attorno all’autogestione come strumento di contrasto alla distruzione del welfare ed alla privatizzazione del settore pubblico. Da questo punto di vista si è aperto un confronto attorno alle pratiche messe in campo in questo ambito, con particolare attenzione a quelle volte a creare risposte per le fasce precarie e giovanili ed a contrastare i sistemi di welfare escludenti.

Il confronto tra alcune realtà sindacali internazionali, esperienze di mutualismo conflittuale e del sindacalismo di base ha poi evidenziato l’urgenza di reinventare la funzione sindacale e ridare nuovo impulso alla sua organizzazione. Risulta particolarmente urgente dotarsi di strumenti mutualistici per dare un supporto a chi resta senza lavoro e creare le condizioni per una rialfabetizzazione diffusa dei diritti del lavoro.

Una tre giorni ricca di spunti e da cui si è usciti con un desiderio di spinta verso l’allargamento di questo ambito di confronto, tanto a livello internazionale coinvolgendo realtà dal continente asiatico e quello africano, ma anche nella prospettiva di tessere alleanza con pezzi organizzati del lavoro informale o migrante, sulle tracce di quanto sta avvenendo nel continente latinamericano.

La domenica si è poi chiusa con il festeggiamento di una vittoria: la presa in consegna di quella che sarà la nuova sede della RiMaflow. I partecipanti si sono mossi in corteo ed hanno simbolicamente inaugurato lo stabile, conquistato grazie ad una lunga battaglia ed al sostegno e la solidarietà di molti.

Su stimolo e proposta delle realtà del Centro e Sudamerica , il prossimo incontro internazionale si terrà a settembre del 2019 in Brasile nei pressi di San Paolo, nella sede della scuola di formazione del Movimento Sem Terra, Florestan Fernandez. Una scelta simbolica imprtante per sostenere i processi organizzativi in seno a movimenti che al momento si trovano in prima linea contro l’attacco da parte del governo Bolsonaro, per lanciare un chiaro segnale alla destra mondiale: da qui non un passo indietro.

 

LA NOSTRA NUOVA FABBRICA PER CONTINUARE A LAVORARE SENZA PADRONI TRA MUTUALISMO E AUTOGESTIONE

Wed, 17/04/2019 - 12:30

Ve ne abbiamo già parlato ma questa volta possiamo finalmente mostrarvi le immagini di quella che tra breve sarà la nuova sede di RiMaflow che ci permetterà di riavviare e rilanciare le nostre attività economiche /produttive e di realizzarne altre.

Una nuova casa che è il frutto del sostegno e della grande solidarietà che abbiamo ricevuto durante la nostra lotta. In particolare è il risultato a cui si è giunti dopo il braccio di ferro con Unicredit che portò al protocollo di intesa, dello scorso 28 novembre, firmato presso la Prefettura di Milano. La nuova sede, poco distante dall’attuale, è stata uno dei siti di proprietà della vecchia Maflow a Trezzano sul Naviglio e l’abbiamo felicemente visitata domenica scorsa insieme ai compagni e alle compagne che hanno partecipato al 3° Incontro Euromediterraneo dell’Economia dei Lavoratori e delle Lavoratrici Presenti realtà da Grecia, Francia, Stato spagnolo, Kurdistan, Slovenia, Belgio, Ungheria, Federazione russa, Croazia. Presenti anche esponenti dal Brasile, Argentina e Messico. Una visita per noi fortemente simbolica e di buon auspicio che ha voluto sancire una saldatura tra RiMaflow e il percorso comune e condiviso con tutte queste realtà.

(Ringraziamo Giogio Massini e Francesca Fasani per alcune foto che ci hanno donato)

Tre giorni belli e intensi per un’economia altra

Tue, 16/04/2019 - 09:29

Dopo tre giorni intensi, ai quali hanno partecipato circa 250 persone provenienti da 12 paesi differenti, soprattutto dall’Europa mediterranea (Francia, Stato spagnolo, Croazia, Slovenia, Kurdistan, Belgio, Ungheria, Fed. russa, Grecia…), da Brasile, Argentina, Messico, è terminato il 3° Incontro euromediterraneo dell’economia della lavoratrici e dei lavoratori, organizzato per l’Italia da RiMaflow e da Fuorimercato Autogestione in Movimento.

Torneremo ancora sui contenuti di queste giornate, sulle relazioni, i report dei tanti workshop – occasioni importanti per approfondire i temi che tutte e tutti hanno messo al centro: l’importanza cruciale dell’autogestione di lavoratrici e lavoratori e degli spazi di vita  e socialità: la necessità di una maggiore relazione con il mondo rurale per l’autodeterminazione e sovranità alimentare, oltre che per combattere quotidianamente i comportamenti che modificano ambiente e clima; il  femminismo come contenuto e pratica centrale di ogni nostra relazione e attività socio-economica e politica; la partecipazione delle e dei migranti in ogni spazio e iniziativa condivisa, soggetti della loro liberazione e non oggetto della nostra assistenza. E naturalmente la solidarietà e la rete con tutte le esperienze di fabbriche e luoghi di lavoro recuperati dalle lavoratrici e dai lavoratori, sperimentazioni concrete di un’economia altra.

Ma oltre le parole, importanti semi di ulteriori riflessioni e attività, eccezionali sono state le relazioni, i fili intrecciati, le tante idee di nuovi rapporti, iniziative comuni, scambi materiali e di pensiero. A noi tutte e tutti questo rimarrà negli occhi e nel cuore. Le fotografie dei bellissimi volti di queste giornate sono per noi quelli di compagne e compagni di strada, di persone che hanno portato la loro esperienza per condividerla e per poterla arricchire con quella delle altre e degli altri.

Tre giorni che hanno funzionato come … una cooperativa svizzera, grazie a lavoratrici e lavoratori della RiMaflow che hanno tenuto in piedi l’organizzazione, l’accoglienza, la risposta ad ogni bisogno e richiesta delle/dei partecipanti – insieme a tante/i volontari/e.

Quelle stesse lavoratrici e lavoratori che hanno accompagnato le/i partecipanti all’Incontro all’interno della fabbrica che sarà la nuova sede della rinnovata RiMaflow 2.0. Si tratta di uno dei siti di proprietà della vecchia Maflow a Trezzano sul Naviglio, che si è potuto acquisire dopo il braccio di ferro con UniCredit che ha portato all’accordo dello scorso 28 novembre. Una nuova sede che permetterà dalle prossime settimane la continuità della attività della fabbrica recuperata e tante nuove realizzazioni, finalmente regolari e quindi ancora più aperte. Una conclusione simbolica degna di tutto l’incontro.

L’appuntamento ora è al prossimo incontro internazionale, che si terrà a fine settembre in Brasile, alla scuola di formazione del Movimento Sem terra di San Paolo – mentre il prossimo anno torneremo nell’Europa mediterranea per il 4° incontro.

Fuorimercato – RiMaflow

 

 

L’articolo del “manifesto” sul 3° incontro euromediterraneo dei lavoratori e delle lavoratrici

Fri, 12/04/2019 - 16:29

 

RiMaflow, tre giorni di incontri mediterranei sull’autogestione operaia e il mutualismo Nuove solidarietà e cooperazioni. Da oggi al 14 aprile 2019, alla fabbrica recuperata RiMaflow a Trezzano sul Naviglio (MI) il terzo incontro euromediterraneo dell’economia delle lavoratrici e dei lavoratori.

Da “il manifesto” / 11 aprile 2019

Di Piero Maestri

Da oggi al 14 aprile 2019, alla fabbrica recuperata RiMaflow a Trezzano sul Naviglio (MI), si terrà il terzo incontro euromediterraneo dell’economia delle lavoratrici e dei lavoratori. Il primo incontro internazionale si è tenuto nel 2007 in Argentina e ha riunito lavoratori di fabbriche e collettivi di lavoro, attivisti sociali e politici, sindacalisti e accademici. Il primo incontro europeo si è svolto invece a gennaio/febbraio 2014 nell’impianto di infusione di tè e infusione di Fralib, vicino a Marsiglia, all’epoca occupata ed il secondo (euro-mediterraneo) nell’ottobre 2016 nella fabbrica recuperata VioMe a Salonicco. Hanno partecipato a questi incontri i lavoratori delle fabbriche occupate o recuperate in Bosnia, Croazia, Italia, Francia, Grecia e Turchia.

Le fabbriche recuperate e i collettivi di lavoro sono atti di resistenza alla svalutazione della forza lavoro e alla distruzione di strutture produttive. Una risposta alla disoccupazione e all’emarginazione. Allo stesso tempo danno forma a un’altra economia, un’alternativa al modello di produzione capitalista: un’economia “operaia” basata sull’autogestione e volta a difendere gli interessi di coloro che vivono del loro lavoro. Queste esperienze sono rappresentate dalle fabbriche recuperate, dalle fattorie autogestite, da certe cooperative, dalle forme di economia collaborativa e dalle lotte per l’auto-organizzazione del lavoro e l’autogestione dell’economia.

Il terzo incontro euromediterraneo si terrà quindi in Italia, nella fabbrica RiMaflow, in collaborazione con la rete FuoriMercato-Autogestione in movimento – entrambi laboratori di sperimentazione sociale e resistenza basati sulla solidarietà, sul mutualismo, sulle relazioni tra lavoratori urbani e rurali e iniziative sociali ed ecologiche. Sulla base di queste esperienze italiane, il Terzo Incontro ha deciso di aprirsi più ampiamente al mondo rurale e all’agroecologia.

Questo terzo incontro cercherà quindi di mettere a fuoco i temi del lavoro autogestito, delle imprese recuperate, delle fattorie autogestite e delle collettività operaie: i loro problemi, le opportunità e le sfide che devono affrontare nella loro interazione con il mercato nel contesto della crisi globale del capitalismo. Temi che avranno uno specifico focus riguardo il lavoro rurale e l’agro-ecologia, a partire dalla costruzione di più forti e solidali relazioni tra lavoratori rurali e urbani, dell’elaborazione di metodi di produzione rispettosi dell’ambiente e di nuove relazioni sociali e scambi.

In questo senso si pone la questione del “mutualismo conflittuale”: solidarietà e cooperazione non solo per migliorare le condizioni sociali, ma anche per poter resistere e avere maggiore forza nel conflitto sociale più generale. Con una forte attenzione alle soggettività che attraversano il conflitto, per superare le disuguaglianze razziali, sociali e di genere e affrontare il problema della riproduzione sociale; superando le frontiere e costruendo nuovi collegamenti nell’area euromediterranea.

Questo movimento pone inequivocabilmente le seguenti domande: cosa produciamo? Come produciamo? Per chi produciamo? Attraverso processi orizzontali, la società nel suo insieme può essere coinvolta nella produzione e distribuzione della ricchezza. Pertanto, la democrazia diretta, il controllo dei lavoratori, il controllo sociale e l’autogestione cessano di essere concetti astratti per diventare strumenti per riconquistare la nostra dignità, preservare i nostri mezzi di sostentamento e creare relazioni economiche e sociali. Diverse.

Il FATTO QUOTIDIANO”: QUANDO I LAVORATORI FANNO DA SE’

Fri, 12/04/2019 - 15:58
CONTRO LA CRISI Tra imprese recuperate e “workers buy out”l’alternativa ai fallimenti aziendali Quando i lavoratori in fabbrica fanno da sé

 Da “Il Fatto Quotidiano” del 12 aprile 2019

 

Di Salvatore Cannavò

Di fronte alla crisi economica può convenire organizzarsi da soli. Anche per questo la discussione su “imprese recuperate”, “economia dei lavoratori” o, “workers buyout” (Wbo, lavoratori che ricomprano le aziende in crisi) ha preso di nuovo vigore.

LO SCORSO MESE il governo pensava di emendare la legge sul Reddito di cittadinanza introducendo un fondo apposito per i lavoratori che “salvano” le loro aziende in crisi. Pochi giorni fa, su iniziativa dell’ex ministro Fabrizio Barca, il Forum Disuguaglianze Diversità (Fdd) ha messo il tema dei workers buy-out al centro di “15 proposte per la giustizia sociale”. Oggi a Milano, invece, presso la “fabbrica recuperata” Rimaflow, a Trezzano sul Naviglio, si apre il “Terzo incontro internazionale dell’economia dei lavoratori e delle lavoratrici”, tra collettivi di lavoro, attivisti sociali, sindacalisti e universitari di tutta Europa.

S e c o n d o il Fdd, se da un lato la soluzione del Wbo “ha un forte connotato di efficienza economica”, dall’a l t r o “può avere forti riflessi positivi in termini di giustizia sociale per gli effetti distributivi della soluzione proprietaria e per la natura delle scelte aziendali, che bilanceranno gli obiettivi di profitto con quelli della stabilità nel tempo dei posti di lavoro”. Il meccanismo è stato promosso dalla “legge Marcora” del 1985 e si fonda sulla rinuncia, da parte dei lavoratori, ai trasferimenti a cui hanno diritto in caso di crisi aziendale (anticipo dell’indennità di mobilità, Tfr, altre risorse), trasformandosi in soci imprenditori. Dal 1986, la società Cooperazione e Finanza Impresa (Cfi), partecipata e vigilata dal ministero dello Sviluppo economico, promuove finanziariamente l’iniziativa che ha dato vita, dal 1986 al 2018, a 226 operazioni di cui 63 negli ultimi otto a n n i . H a n n o coinvolto 7500 lavoratori, 15 mila con l’indotto, con una percentuale di fallimento, a dieci anni dalla costituzione, del 15%.

L’Economia dei lavoratori e lavoratrici, di cui si discute per tre giorni alla fabbrica recuperata della Rimaflow – che ha anche stimolato la creazione di una rete nazionale Fuorimercato–è basata invece, più radicalmente, sui principi dell’autogestione e del mutualismo.

All’incontro ci saranno realtà analoghe di Francia, Grecia, Croazia, Spagna, Belgio, Germania e anche Kurdistan con l’obiettivo di dare vita a “un’altra economia, alternativa al modello capitalista di produzione”. Tra gli ispiratori del progetto, il sociologo Andres Ruggeri, della Facoltà di Economia aperta di Buenos Aires, dove il fenomeno delle fabbriche recuperate è nato:

“L’economia dei lavoratori è Il centro per l’impiego di via Strozzi LaPresse un fenomeno ampio con forme distinte in varie parti del mondo. In Argentina se ne contano circa 400, in Uruguay 50, in Brasile 70, ma ce ne sono in varie parti del mondo e se consideriamo il criterio del Wbo, sono centinaia. Il problema con il Wbo è che, passando per l’acquisto dell’impresa, è facile che si riformi una gestione capitalistica dell’azienda. Ilproblema è l’autogestione”.

“LA NOVITÀ DI QUESTO incontro –spiega Gigi Malabarba, tra i fondatori di Rimaflow – è che ora apriamo la rete al mondo rurale dove ci sono più realtà e più sperimentazioni “fuori mercato”di filiere autogestite di produzione e distribuzione che non sono residuali. Del resto, del “porta a porta” ormai si occupa Amazon. Ma sono interessanti le autogestioni e le cooperative nel campo dei beni confiscati”.

3° INCONTRO EUROMEDITERRANEO: OLTRE 100 LE ADESIONI DI COLLETTIVI E ORGANIZZAZIONI

Sat, 06/04/2019 - 11:49

3° Incontro Euromediterraneo dell’Economia dei Lavoratori e delle Lavoratrici HANNO FINORA ADERITO OLTRE 100 COLLETTIVI E ORGANIZZAZIONI per adesioni: europeecotravail@autistici.org ….. ORGANIZZAZIONI PARTECIPANTI:

Programa Facultad Abierta UBA, Buenos Aires, Argentina

— FEDECABA, Argentina

— FACTA, Argentina

— Núcleo de SolidariedadeTécnica, Universidade Federal Rio de Janeiro, Brasile

— Vio.me, Salonicco, Grecia

— Pagkaki, Grecia

— Enallaktiki Drasi, Grecia

— Lesvos Solidarity, Progetto Safe Passage Bags, Lesbo, Grecia

— Alternatives Network, Federazione Russa

— Association pour l’autogestion, Francia

— Reseau pour l’autogestion, les alternatives, l’altermondialisme, l’écologie et le feminisme, Francia

— Union Syndicale Solidaires, Francia

— CGT, Confederacion General del Trabajo, Stato Spagnolo

— SOC-SAT, Sindicato Andaluz de Trabajadores, Andalusia, Stato Spagnolo

— Solidaridad Obrera, Stato Spagnolo

— ICEA, Stato Spagnolo

— Local Autogéré du Borrinage, Bruxelles, Belgio

— Metacooperative, Ungheria

— Ked Kooperatifi, Kurdistan

— MAZ, Network of Zagreb Antifascists, Croazia

— BRID, Croazia

— CDWP, Center for development worker’s participation, Croazia

— Organisation for Workers’ Initiative & Democratization, Croazia

— DITA, Bosnia

— PAG, Berlino, Germania

— Freund*innen des 17 april, Berlino, Germania

— Union Coop, Berlino, Germania

— Griechenland Komitee, Colonia, Germania

— GEW, Teachers Union, Colonia, Germania

— World Social Forum of Transformative Economies

— Commonfare, rete europea

— RiMaflow, Trezzano sul Naviglio, Milano, Italia

— Fuorimercato, Italia

— Rete dei Numeri Pari, Italia

— Mondeggi Bene Comune, fattoria senza padroni, Firenze, Italia

— Archivi della Resistenza, Fosdinovo, Italia

— Comitato Kollontaj, Italia

— Isola art center e Serio Collective, Milano, Italia

— Camilla, emporio autogestito, Bologna, Italia

— Esc-Dinamo Press, Roma, Italia

— CLAP, Roma, Italia

— SIAL Cobas, Italia

— Libera Masseria, Cisliano, Milano, Italia

— Ri-make, Milano, Italia

— Eterotopia, S.Giuliano M.se, Milano, Italia

— CSA Fontanini, Lodi, Italia

— Casa per la pace, Milano, Italia

— ANPI Atm, Milano, Italia

— Fiom-Cgil, Milano, Italia

— Camera del lavoro Metropolitana, Milano, Italia

— ADL Cobas, Italia

— Confederazione COBAS, Italia

— CUB, Confederazione Unitaria di Base, Italia

— USB, Unione sindacale di base, Lombardia, Italia

— Associazione Rurale Italiana, Italia

— Cooperativa Chico Mendes, Milano, Italia

— OSA, Operai dello Spettacolo Associati, Macerata, Italia

— Officine Zero, Roma, Italia

— Cooperativa Edizioni Alegre, Roma,Italia

— Altreconomia Edizioni, Milano, Italia

— MAG 6, Reggio Emilia, Italia

— Scuola Fuorimercato, Roma, Italia

— Communia, Roma, Italia

— SCUP, Punto Comune, Roma, Italia

— Azadì Aps, Rieti, Italia

— Gruppo Ecologia Politica di Genuino Clandestino, Italia

— Campi aperti/Genuino Clandestino, Bologna

— Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze, Genuino Clandestino, Firenze, Italia

— Mercatiniera, Genuino Clandestino, Parma, Italia

— ContadinAzioni, Palermo, Italia

— Casa del mutuo soccorso ‘Fifiddu Robino’, Partinico Solidale, Italia

— Mediterraneo antirazzista, Palermo, Italia

— Associazione Handala, spazio donna zen, Palermo, Italia

— ARCI Porco rosso, Palermo, Italia

— A SUD Onlus, Italia

— Sos Rosarno, Italia

— Terranostra, Casoria, Italia

— Ex Asilo Filangieri, Napoli, Italia

— Santa fede liberata, Napoli, Italia

— Spazio sociale Riff Raff, Salerno, Italia

— La Sobilla, Verona, Italia

— Collettivo Manituana, Torino, Italia

— Cascina Foresto, Cossato, Biella, Italia

— Diritti a Sud, Sfruttazero, Nardò, Italia

— Bread and Roses, Solidaria-Sfruttazero, Bari, Italia

— Casa del popolo 20 Pietre, Bologna, Italia

— Officina Solidale, Siena, Italia

— La Comune di Bagnaia, Siena, Italia

— VAG 61, Bologna, Italia

— Macao, Milano, Italia

— Associazione Ya Basta, Milano, Italia

— C.Soc. Il Cantiere, Milano, Italia

— Spaccio autogestito C.Soc. Gabrio, Torino, Italia

— ATTAC, Italia

 

 

ORGANIZZAZIONE E INVITO ALLA PARTECIPAZIONE

Mon, 25/03/2019 - 02:11

       

PROGRAMMA E DOCUMENTI DEL 3° INCONTRO EUROMEDITERRANEO DELL’ECONOMIA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI

Mon, 25/03/2019 - 01:19

            

 

MANIFESTO  MANIFESTO DEL MUTUALISMO E DELL’AUTOGESTIONE/MANIFESTE DU MUTUALISME ET DE L’AUTOGESTION/MANIFIESTO DEL MUTUALISMO Y LA AUTOGESTIÓN/  MUTUALISM AND SELF-MANAGEMENT/       

 

WORKSHOP 3 Saturday / Sabato / Samedi 13 Aprile / April / Avril – h. 15-17