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Updated: 2 hours 16 min ago

SOSTENIAMO L’APPELLO DELLA BANDA DEGLI OTTONI!

Tue, 12/02/2019 - 22:21

GIU’ LE MANI DALLA BANDA DEGLI OTTONI!!!
SOSTENIAMO, DIFFONDIAMO E SOTTOSCRIVIAMO
il loro APPELLO.

Siamo di fronte a una situazione insopportabile di ingiustizia e criminalizzazione a vari livelli che colpisce il dissenso e la protesta anche se pacifica, chi opera nella solidarietà, chi cerca di costruire un mondo migliore contro il razzismo, chi si batte contro lo spreco di opere inutili e in difesa dell’ambiente,… o chi come noi cerca di costruire un reddito attraverso il lavoro. E’ solo attraverso la lotta e il mutualismo, che occorre organizzare e rafforzare, che è possibile difendersi e far fronte a questo stato di cose.
Di seguito il testo che ci hanno inviato i compagni e le compagne della Banda degli Ottoni che vi invitiamo a sostenere.

 

Giù le mani dalla Banda!
Compagni, amici,
Vi mandiamo queste notizie da Milano.
Vi chiediamo di aderire all’appello e sostenere la Banda.
Potete inviare la vostra adesione a questo indirizzo: ottoni@inventati.org

Nei prossimi giorni pubblicheremo l’appello con l’elenco dei firmatari.
Vostri
Banda degli Ottoni a Scoppio

 

Appello

La Banda degli Ottoni a Scoppio suona da trent’anni per le strade del mondo, a fianco degli ultimi, dando voce a chi ne ha più bisogno: lottando per la casa, per il lavoro, per la salute e per un mondo ecocompatibile, per i diritti sociali e contro le ingiustizie.
Oggi due compagni della Banda sono sotto accusa per aver interposto la musica alla forza, evitando che la protesta di piazza si trasformasse in un campo di battaglia.
Tutti noi conosciamo la Banda, la sua pratica, il suo impegno.
La Banda incarna ancora oggi un desiderio di giustizia che non muore, che ci spinge a lottare e a rivendicare un mondo migliore.

Solidarietà alla Banda degli Ottoni a Scoppio!

LA STORIA

Due nostri compagni musicisti della Banda sono stati denunciati per fatti accaduti il giorno della prima della Scala il 7 dicembre 2014.

Nella Milano che si preparava all’Expo, come ogni anno si preannunciavano contestazioni contro le politiche del governo alla Prima della Scala. In un clima volutamente tenuto a livelli alti di tensione, la Banda degli Ottoni a Scoppio, banda di strada dalla lunga storia di impegno musicale e sociale riconosciuta dallo stesso Comune di Milano con l’assegnazione nel 2012 della Benemerenza Civica, giocava un ruolo determinante affinché fosse garantita l’agibilità della piazza da parte di chi voleva esprimere il proprio dissenso, semplicemente usando la musica come strumento di azione e interposizione contro chi, in quella piazza, cercava a tutti i costi lo scontro per criminalizzare la protesta.

A tre anni esatti da quel 7 dicembre durante la stessa manifestazione Spinash e Juancarlos vengono avvicinati dalla Digos e ricevono una notifica verbale: “Venite a ritirare la denuncia”.
Capi d’accusa: resistenza aggravata a pubblico ufficiale e favoreggiamento personale.
Ma quello che è accaduto ha dell’inverosimile. Non si può credere che con una grancassa al collo e con un sassofono si possa usare “violenza” e rischiare una condanna di svariati anni.
E invece è accaduto veramente!

LA STRADA È LA NOSTRA CASA, SENZA FRONTIERE.

La Banda degli Ottoni a Scoppio esiste da più di trent’anni per dare voce a chi non ce l’ha, a fianco di tutte quelle categorie che hanno come unico strumento di rivendicazione l’urlo della banda, a sostegno dei più deboli, di chi lotta per la casa, per il lavoro, per la salute e l’ecologia, per i diritti sociali e contro le ingiustizie.
Dopo trent’anni in cui la banda ha sempre suonato a supporto di altri, questa volta ci tocca suonare in nostra difesa e per questo chiediamo solidarietà a tutti coloro con i quali abbiamo lottato, cantato e marciato.
Ci vediamo in strada!

Banda degli Ottoni a Scoppio

 

SABATO 23 FEBBRAIO RACCOLTA FONDI PER LE SPESE LEGALI DELLA BANDA. PER DONAZIONI:
https://www.ottoniascoppio.org/donazioni/

 

Massimo sarà liberato ma giustizia non è fatta!

Mon, 11/02/2019 - 21:53

Trezzano sul Naviglio 11 febbraio 2019

MASSIMO SARÀ LIBERATO A GIORNI, MA GIUSTIZIA NON È FATTA! RIMAFLOW VIVRÀ, PERCHÉ L’AUTOGESTIONE NON SI ARRESTA!

Dopo 6 mesi e mezzo di detenzione preventiva con l’accusa infamante di associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti, Massimo Lettieri, presidente della Cooperativa RiMaflow in autogestione, con ogni probabilità tornerà libero a giorni (il giudice non ha emesso il provvedimento oggi): sarà una gioia immensa per tutte e tutti noi! Gioia che avremmo voluto provare oggi stesso!!

Ma giustizia non è fatta, è invece prevalso il ricatto. Non è stato possibile infatti celebrare un giusto processo per dimostrare l’estraneità al reato associativo, accettando la condanna – come avremmo voluto – per i reati invece rivendicati, derivanti tutti di fatto dall’occupazione della fabbrica (mancate autorizzazioni, ecc.). Avendo tutti gli imputati patteggiato, non c’erano le condizioni per fare il processo da soli: anni di dibattimenti e costi legali impossibili da sostenere, con l’aggravante di non poter neppure beneficiare degli sconti di pena disposti dal PM. I poveri, anche quando hanno ragione, possono solo stare in galera!

Massimo dovrà quindi scontare due anni in affidamento ai servizi sociali. Si tratta della pena più bassa tra tutti gli imputati, tuttavia per noi questa non è giustizia, è comunque un’infamia!

Come non solo noi ben sappiamo, Massimo paga per scelte che tutti e tutte noi di RiMaflow abbiamo deciso insieme per dare un lavoro e un reddito a chi è stato licenziato e che tra noi non ci sono delinquenti, ma persone – come Massimo – con grande coraggio e grande, grandissima dignità! Nessuno si può permettere di dire il contrario, come dimostrano le migliaia di testimonianze di solidarietà raccolte in Italia e nel mondo. Questa è la verità che il tribunale non consente di dimostrare e che conferma che la legalità senza giustizia sociale è una parola totalmente vuota.

Il modo migliore di reagire a questa situazione è quello di continuare a far vivere RiMaflow con Massimo a lavorare da subito con noi!!

Non sappiamo ancora a quanto ammonteranno le sanzioni e le spese processuali a cui dovremo far fronte  come Cooperativa, a cui sono stati sequestrati i beni (Iban per donazioni  IT79D 083 8633 9100 00000 470387 int. a Associazione Fuorimercato, causale RiMaflow vivrà). A giorni ricostituiamo RiMaflow 2 e ci attrezziamo per il riavvio di tutte le attività produttive con l’allestimento del nuovo sito per dare lavoro alle oltre 100 persone che se l’erano ricostruito.

Il mutualismo e l’autogestione non si arrestano!!

SABATO 3 MARZO A RIMAFLOW, FESTA DEL 6° ANNIVERSARIO, SAVE THE DATE!!

Massimo presto libero! RiMaflow E’ viva!

RiMaflow

Fuorimercato, autogestione in movimento